Parrocchia San Pietro Pascasio » Don Gian Domenico Fais

Don Gian Domenico Fais

Giandom foto1

Parroco fondatore di S. Pietro Pascasio.
Ha esercitato il ministero pastorale dal 15 febbraio 1971 al 31 gennaio 1993.

GRAZIE, DON GIANNI!

Abbiamo vissuto un Venerdì Santo molto speciale quest’anno: nel giorno in cui commemoravamo la morte di Gesù in croce, abbiamo celebrato la liturgia esequiale di don Giandomenico Fais, il fondatore della nostra Parrocchia. Mons. Giandomenico Fais, per tutti qui semplicemente “don Gianni”, era nato a Cagliari il 18 giugno 1932; ordinato sacerdote il 28 luglio 1957 ha dapprima svolto il ministero sacerdotale come viceparroco nella Parrocchia della SS. Vergine Assunta in Selargius fino al 1965; per i successivi tre anni sarà viceparroco a S. Anna in Cagliari e dal 1968 al 1971 parroco a S. Nicolò Gerrei. Dal 20 febbraio 1971 svolge il ministero di parroco nella nostra comunità che alle sue cure è affidata fin dalla costituzione; nel 1993 lascia (non senza grande rammarico e in obbedienza, come mi confidò una volta) S. Pietro Pascasio per andare a fare il parroco a Cagliari a S. Pio X dove resterà fino al 2000. L’incarico successivo sarà la direzione dell’Istituto Superiore di Scienze religiose di Cagliari fino al 2006; da pensionato collaborava nella parrocchia di S. Giovanni Battista de la Salle in Monserrato. Laureato in teologia fondamentale e dogmatica, dal 2000 ricopriva l’incarico di canonico della Cattedrale di Cagliari fino a diventarne il decano. Queste brevi note biografiche non riassumono che i passaggi più significativi della vita sacerdotale di don Gianni, tutti densi di profondissimo impegno e altissima dedizione al ministero pastorale dove egli è stato chiamato ad essere annunciatore della Parola di Dio e dispensatore dei sacri misteri. Evidentemente, il servizio che l’ha più impegnato sia in termini di tempo che di energie è stato quello svolto a S. Pietro Pascasio dove la sua missione pastorale è durata ben ventidue anni! Con fatica, tenacia e generosità ha fatto nascere questa parrocchia, costruendo giorno per giorno non solo la chiesa di pietra ma soprattutto la chiesa delle pietre vive, la comunità dei fedeli; l’opera di don Gianni l’ho potuta conoscere  non solo dai ricordi che lui stesso mi dispensava, sempre commossi, ma anche dalle testimonianze di coloro che l’hanno vissuta sin dagli inizi e che in lui hanno trovato oltre al parroco zelante, anche il discreto confidente, la guida spirituale autorevole, l’amico sincero. Ricordo che pochi giorni dopo aver ricevuto l’incarico di parroco a S. Pietro, don Gianni mi telefonò e, congratulandosi per la nomina, mi assicurò la preghiera e la personale disponibilità che non mi ha mai fatto mancare unitamente ad una squisita discrezione. L’unico rammarico che ho è che solo per poco tempo ho potuto godere della presenza di don Gianni e il ricordo più bello è quello relativo alla sua partecipazione alla festa patronale di dicembre quando ha voluto rivolgerci un saluto commosso e riconoscente, profondamente intriso di affetto per questa comunità parrocchiale che ha sempre avuto un posto speciale nel suo cuore. Un esempio di sacerdote che il Vescovo Arrigo Miglio, nell’omelia del funerale, ha ben sottolineato invitandoci a scrutare con profondità l’esempio di don Gianni anche nell’esperienza della sofferenza che soprattutto negli ultimi anni ha vissuto con offerta e pazienza. Sono certo che don Gianni ha ricevuto dal Buon Pastore la ricompensa del Paradiso come servo buono e fedele che prende parte alla gioia eterna del suo Signore. Mi piace pensarlo insieme a don Mario Isola, suo successore e che l’ha preceduto nel Regno dei cieli, nella continua intercessione di preghiera per la nostra parrocchia: il modo più bello per ricordarlo sarà sicuramente non solo quello di onorarne la memoria ma soprattutto metterne in pratica gli insegnamenti che ha trasmesso e che ha concretamente testimoniato fino alla fine. Ringraziamo il Signore per il dono inestimabile che don Gianni è stato per la nostra comunità parrocchiale!

Don Alessandro Simula

Dal “Bollettino” N° 18 di Maggio 2013