La chiesa

Come riporta la lapide commemorativa posta a sinistra dell’ingresso, la chiesa parrocchiale di S. Pietro Pascasio è stata edificata su progetto dell’Architetto Giorgio Cavallo con il computo di Antonio Comelia e realizzata dall’impresario Pietro Mameli e portata successivamente a termine dall’impresa Giulio Marongiu.

La prima pietra fu benedetta dall’Arcivescovo di Cagliari Mons. Giovanni Canestri il 28 aprile 1985 mentre la dedicazione avvenne il 9 settembre del 1989 da parte di S. Em. Card. Sebastiano Baggio.

Al Parroco Don Gian Domenico Fais si deve l’ideazione e la realizzazione di tutto il progetto.

La dedicazione a S. Pietro Pascasio si deve alla preesistenza di un antico culto locale incentrato su una sua statua settecentesca attribuita al Lonis e venerata nella chiesa di S. Biagio.

L’ESTERNO DELLA CHIESA.

La forma della chiesa, con la grande copertura a vela e i muri perimetrali obliqui, ricorda l’dea della Tenda o il Tabernacolo dell’antico popolo di Dio. Gli Ebrei ebbero la tenda come luogo di culto e di incontro con Dio negli anni dell’Esodo e nella prima permanenza nella Terra promessa fino alla costruzione del Tempio di Gerusalemme; così la chiesa parrocchiale evoca l’idea della Tenda di Dio quale presenza tra il suo popolo pellegrino nell’esistenza terrena; la struttura architettonica esterna con lo spazio liturgico all’aperto dà l’idea di due grandi braccia protese in  atto di stringere in un caldo e forte abbraccio, ricordando l’invito di Gesù: Venite a me! (Mt 11, 28)

Il prospetto principale, caratterizzato dalle grandi vetrate sostenute dalla struttura “a canne d’organo” che si eleva al cielo, suggerisce l’idea che si entra in chiesa per rendere lode al Signore attraverso la celebrazione della liturgia che unisce la Chiesa peregrinante a quella trionfante nel Regno dei cieli.

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Nel 2015 sull’ingresso principale è stata realizzata una rampa d’accesso per i disabili a norma di legge, in sostituzione di quella già esistente ma inadeguata.

L’INTERNO DELLA CHIESA.

Caratteristica che colpisce all’interno della chiesa sono le dieci possenti travi in cemento armato che sostengono la volta, allusive ai dieci Comandamenti che sono le vie maestre della vita cristiana, e i dodici medaglioni di granito rosa incastonati nel pavimento in granito grigio quale richiamo agli Apostoli su cui è fondata la Chiesa.

I quattro medaglioni in granito rosso appesi alle pareti e unti nel giorno della consacrazione della chiesa richiamano i quattro evangelisti che annunciano la Buona novella a tutto il mondo.

Nell’anno 2015, ricorrendo il 25° anniversario della dedicazione della chiesa e nell’ambito del progetto di adeguamento liturgico dell’edificio alle norme del documento CEI La progettazione di nuove chiese (1993), è stata ripresa l’idea originale della chiesa come luogo della nascita e maturazione della fede e si è voluto proporre una catechesi sull’iniziazione cristiana e sulla santità concependo l’interno della stessa chiesa come un percorso di santificazione che ha come punti nodali tre poli celebrativi: il battesimo e la riconciliazione come nascita e rinascita della Fede, il presbiterio come luogo dove la celebrazione del mistero della Parola di Dio e dell’Eucarestia sono il fondamento della Speranza, la cappella eucaristica dove la presenza del SS. Sacramento costituisce una presenza di Amore. Le virtù teologali, quali fondamento necessario della vita cristiana, sono dunque il motivo ispiratore della modifica dell’ambiente interno della chiesa che è stato quindi modificato con l’aggiunta di nuovi elementi. L’adeguamento liturgico è stato realizzato su progetto dell’Architetto Terenzio Puddu con la consulenza liturgica di Don Giulio Madeddu e realizzato dall’impresa F.lli Desogus Marmi.

Sette grandi banner (come sette sono i doni dello Spirito) decorano le pareti della chiesa (smorzando l’effetto di grigiore del cemento a vista) rappresentando sette Santi o Beati canonizzati nei 25 anni di vita della chiesa parrocchiale; nell’ordine, da sinistra verso destra, raffigurano: i Beati coniugi Luigi Beltrame-Quattrocchi e Maria Corsini, testimoni della santità nel matrimonio; Fra’ Nicola da Gesturi, testimone della santità nella vita religiosa contemplativa e figlio della Sardegna; la Beata Madre Teresa di Calcutta, testimone della santità nella vita religiosa attiva; S. Giovanni Paolo II, testimone della santità pastorale sotto il cui pontificato è nata la chiesa parrocchiale; S. Giovanni XXIII, testimone della santità nella guida della Chiesa e ideatore del Concilio Vaticano II della cui ecclesiologia è frutto la nostra parrocchia; il Beato Don  Giuseppe (Pino) Puglisi, testimone della santità sacerdotale e parroco martire, impegnato nella testimonianza del Vangelo per la redenzione di un territorio oppresso dalla criminalità organizzata; la Beata Chiara Luce Badano, testimone della santità vissuta nella sofferenza da una giovane ragazza. I banner sono stati realizzati dal grafico quartuccese Graziano Zedda.

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Le altre realizzazioni dell’adeguamento liturgico del 25° sono: la cappella battesimale e la cappella eucaristica; esse completano insieme al presbiterio un percorso in tre poli che raffigurano il cammino della santificazione.

LA CAPPELLA BATTESIMALE.

Nata originariamente come cappella feriale e dotata di un piccolo altare consacrato e di un tabernacolo è stata trasformata in cappella battesimale rimuovendo (con autorizzazione della Curia) altare e tabernacolo perché in disuso già da molti anni e sul piccolo presbiterio rialzato è stato collocato il fonte battesimale che prima si trovava in posizione liturgicamente non corretta, davanti al presbiterio nell’aula dell’assemblea. Esso è stato realizzato in granito rosso Goa nello stelo e con il catino in marmo bianco di Carrara; pregevole è il coperchio, scolpito su argento massiccio dal maestro Franco D’Aspro e inaugurato il 14 giugno 1992. Sono scolpite tre scene: l’Ingresso di Gesù nel Tempio, la Natività di Gesù, Il Battesimo sacramentale; tra le scene sono raffigurati tre palmizi, segno biblico di sapienza, perfezione, bellezza e segno cristiano di vittoria sulla morte e sul peccato. In cima al coperchio, la scultura che rappresenta il Battesimo di Gesù per mano di Giovanni il Battista.

Cappella battesimale.

Cappella battesimale.

Fonte battesimale.

Il fonte è collocato al centro di una bella composizione bicolore di forma ottagonale, richiamo al numero otto che nell’iconologia cristiana è il numero della vita eterna e della domenica senza tramonto.

A destra del presbiterio è parzialmente incassato nel muro il vecchio tabernacolo, ora riutilizzato come custodia degli Oli Santi e delle reliquie; anche la credenza marmorea a sinistra proviene dal riutilizzo dei marmi dei vecchi tabernacoli. Il vecchio leggio, rimosso dal presbiterio, è stato ricollocato in questa cappella per le funzioni del presidente in occasione delle varie celebrazioni che si svolgono (battesimali e di altro genere).

Il grande quadro dell’Ascensione di Gesù al cielo, realizzato dal pittore locale Walter Patimo, esprime il concetto paolino del senso dell’esistenza del cristiano la cui vera patria è nei cieli (Fil 3,20).

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Nella cappella ha sede anche il luogo della Riconciliazione, che richiama la rinascita al peccato ottenuta dalla grazia del perdono sacramentale (il crocefisso in legno di ginepro è un’altra bella opera dello scultore Giuseppe Ledda), e il “paradiso” ossia la raccolta delle statue dei Santi venerati in parrocchia; l’intera cappella è dunque un molteplice richiamo alla santità  che nasce con la grazia del Battesimo e viene ravvivata con la grazia del sacramento della Riconciliazione, nel cammino verso la patria celeste.

Luogo della Riconciliazione.

Luogo della Riconciliazione.

IL PRESBITERIO.

Rispetto all’originario assetto, i lavori di adeguamento liturgico hanno comportato la rimozione del tabernacolo, posto in posizione infelice, e la sostituzione dell’inadeguato leggio con un nuovo e più adeguato ambone in granito rosso Goa e marmo biancone di Orosei, in continuità stilistica con l’altare e la sede e realizzato su disegno dell’Architetto Puddu  con il riutilizzo del materiale lapideo proveniente dallo smantellamento dell’altare della vecchia cappella feriale. Il grande Crocefisso ligneo (realizzato a Ortisei) viene venerato nella celebrazione della Passione del Venerdì Santo.

 

Presbiterio.

Presbiterio.

Ambone.

Ambone.

Altare.

Altare.

Sede presidenziale.

Sede presidenziale.

Crocefisso.

Crocefisso.

LA CAPPELLA EUCARISTICA.

Costituisce l’intervento più importante dell’adeguamento liturgico della chiesa parrocchiale. Originariamente era chiamata “cappella circolare” e non aveva una funzione precisa se non quella di ospitare alcuni banchi in prolungamento di quelli dell’assemblea creando però un’inaccettabile discontinuità. In essa è stato posizionato il nuovo tabernacolo in ottone dorato, realizzato dalla ditta Russo di Napoli e più capiente rispetto a quello precedente. Sulla porta del tabernacolo, la decorazione scultorea con simboli eucaristici. Il tabernacolo poggia su uno stelo di marmo Alicante, sopra una pedana circolare di marmo di Orosei decorata da intarsi geometrici marmorei anch’essi. La cappella è stata realizzata non solo per ospitare la riserva eucaristica ma anche per dotare la chiesa di un confortevole luogo per l’adorazione eucaristica personale e per piccoli gruppi; ciò è reso possibile da una attenta illuminazione dimmerabile (realizzata dalla Ditta OTC di Selargius), dalla climatizzazione dell’intero ambiente, dalla luminosità data dal grande lucernario e dalle pareti tinteggiate con colori pastello caldi e luminosi. Di prossima realizzazione, la vetrata d’ingresso.  Nell’insieme, il risultato è quello di un ambiente recuperato e nuovo, davvero adatto per favorire il necessario raccoglimento che si conviene nell’adorazione del SS. Sacramento.

Cappella eucaristica.

Cappella eucaristica.

Dietro al tabernacolo, il bel Crocifisso in legno di tiglio realizzato a Ortisei nel 1973, primo crocifisso della chiesa parrocchiale; all’esterno della cappella, a segnalare la presenza dell’Eucarestia, pende dal soffitto pende la lampada del SS. Sacramento realizzata in alabastro su disegno di Sr. Agar Loche delle Pie Discepole e precedentemente collocata nel presbiterio.

Completano l’arredo della cappella la statua lignea policroma del S. Cuore, realizzata a Ortisei, e la Pietà.

LE OPERE ARTISTICHE PRESENTI NELLA CHIESA

LE VETRATE ISTORIATE.

Vetrata minore.

Vetrata minore.

Vetrata maggiore

Vetrata maggiore

 

 

Realizzate dalla Ditta Mellini di Firenze su disegni del Prof. Paolo Cavallo, le vetrate conferiscono un’illuminazione interna molto suggestiva soprattutto nelle ore del pomeriggio- sera quando sono esposte al sole. La vetrata maggiore riporta temi dell’Antico Testamento, quella minore del Nuovo Testamento.

 

 

Temi della vetrata maggiore.

Prima scena a sinistra:

  1. Creazione dell’uomo e della donna
  2. L’uomo nel paradiso terrestre
  3. Creazione della Donna e istituzione del Matrimonio

Seconda scena, a sinistra:

  1. La tentazione dei progenitori
  2. Il peccato originale
  3. Le scuse
  4. La condanna
  5. I progenitori esclusi dal paradiso terrestre

Terza scena, al centro della vetrata:

  1. Il roveto ardente
  2. Esodo dall’Egitto
  3. Il Faraone insegue gli Ebrei
  4. Cantico di trionfo
  5. Arrivo al Sinai
  6. Epifania al Sinai
  7. Il Decalogo
  8. Il vitello d’oro

Quarta scena, a destra:

  1. Visione delle ossa aride
  2. La resurrezione e la ricompensa
  3. La sorte dei cristiani prima del giudizio

Temi della vetrata minore.

(da sinistra verso destra)

  1. Gesù viene nel mondo preannunziato dai profeti
  2. Gesù proclama il Regno di Dio
  3. Crocefissione e morte
  4. La Resurrezione
  5. L’Eucarestia
  6. La missione degli Apostoli

I temi delle vetrate sono stati tenuti in considerazione nella realizzazione delle due nuove cappelle e così quella sovrastata dalla vetrata con i temi dell’Antico Testamento è quella battesimale mentre quella corrispondente alla vetrata dai temi neotestamentari è quella eucaristica.

LA VIA CRUCIS.

Le quattordici stazioni della Via Crucis, molto espressive e di buona fattura, sono state realizzate in ceramica dall’artista locale Dott. Pinuccio Ledda che ha voluto farne dono alla Parrocchia.

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STATUA DELLA PIETA’

Nella cappella eucaristica è custodita una bella opera lignea policroma raffigurante la Pietà, forse attribuibile a Giuseppe Antonio Lonis, il principale scultore del ‘700 sardo e risalente al periodo napoletano dell’artista, come lascerebbero intendere gli abiti caratteristici della popolana napoletana, indossati dalla Madonna. L’opera è stata donata alla Parrocchia dal Prof. Guido Cavallo.

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STATUE

S. PIETRO PASCASIO, in legno policromo acquistata nel 1972 e realizzata a Ortisei.

S. CUORE, in legno policromo, realizzata a Ortisei.

MADONNA DEL ROSARIO, in legno policromo, realizzata a Ortisei.

S.RITA, in legno policromo.

S. ANTONIO DA PADOVA, in resina.

CRISTO RISORTO, in resina.

MADONNA DELL’INCONTRO, in legno policromo.

GESU’ BAMBINO, in gesso policromo, databile prima metà XX sec., proveniente dalla casa delle Suore della Purificazione di Cagliari.

 

LAPIDE DELLA DEDICAZIONE

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La dedicazione della chiesa è commemorata dalla lapide di marmo travertino posta a sinistra dell’ingresso.

Questa la traduzione dell’iscrizione latina:

L’anno del Signore 1985, il 28 di Aprile, / l’Eccellentissimo e Reverendissimo Signore/Giovanni Canestri/Arcivescovo cagliaritano/alla presenza plaudente di un gran numero di sacerdoti,/ degli amministratori comunali e dei fedeli, / benedì la prima pietra augurale di questa chiesa parrocchiale / dedicata a S. Pietro Pascasio vescovo e martire, / progettata dall’Architetto Giorgio Cavallo, computata per l’impiego del ferro necessario all’edificazione da / Antonio Comelia, realizzata dall’Impresario Pietro Mameli / essendo Parroco Gian Domenico Fais.

Il sacro edificio, completato e portato a termine da Giulio Marongiu / con gli operai della sua impresa, l’Anno del Signore 1989, / il 9 di Settembre, fu solennemente consacrato e dedicato / dall’Eminentissimo e Reverendissimo Signore / Sebastiano Baggio / Cardinale di Santa Romana Chiesa / dinanzi al popolo santo di Dio plaudente ed esultante.