Ringraziamenti alla Comunità da parte del parroco Don Enrico

di Don Enrico Murgia

Al termine di questa settimana intensa, mettendo a fuoco con un briciolo di consapevolezza in più, mista a tanto stupore e a tanta meraviglia per le gioie di questi primi 50 anni della comunità parrocchiale, desidero ringraziare ciascuno e ciascuna di voi. Grazie, a chi ha operato nei campi e negli ambiti più diversi. Grazie a chi ha dato il suo apporto e il suo contributo nel nascondimento. Grazie a chi, nonostante tutto e tutti continua a credere che sentirsi figlio amato di una comunità ne valga la pena. Grazie, perché è per me questa l’occasione per constatare le energie migliori di una comunità che vuole camminare spedita verso il suo Signore. Grazie, se tutto questo ci insegna che la vera comunità si scopre o si riscopre sempre nella vita ordinaria. Questi 50 anni rafforzino e rinsaldino i nostri legami. Grazie a ciascuno di voi, cominciando dai vescovi e dai sacerdoti che nel tempo hanno dato tanto alla vita personale e comunitaria.

Ho apprezzato tanto anche la presenza dell’Amministrazione Comunale, del gonfalone che ha ricordato e accresciuto il senso di appartenenza, così come il verde curato la mattina di lunedì.

Nei giorni scorsi sono giunti gli auguri delle suore che per diverso tempo hanno collaborato qui in parrocchia, ma tra tutti la telefonata inattesa e assolutamente inaspettata di Papa Francesco al sottoscritto domenica pomeriggio, dopo il telegramma giunto alla parrocchia venerdì mattina. Niente di cercato, ma credetemi, davanti a tanta emozione, perché sono riuscito a balbettare molto poco, è bello sapere che siamo stati insieme ricordati e voluti bene. Tutto mi sarei aspettato, tranne il Papa che chiama al cellulare del parroco di Quartucciu.

Chiedendo a me dove fosse Quartucciu, ha parlato a me di una comunità giovane: dei bambini, delle famiglie, dei giovani, dei poveri e degli ammalati. Tutte attenzioni e priorità per il nostro lavoro. Ha raccomandato di non trascurarli e rivolgendosi a me ha chiesto di essere “pastore per il popolo e non chierico di stato”. Ho chiesto a lui se potessi riferire alla comunità della sua chiamata, e il Papa mi ha detto “certo. Assolutamente sì. La mia benedizione è per te e la comunità. Avanti, questa è la strada”, ma di farlo sentendo prima, avvisando e salutando il Vescovo da parte sua.

Sono riuscito a dirgli, a proposito di comunità giovane, che anche la mia provenienza, Su Planu e Selargius mi ha permesso di capire un tantino meglio la bellezza di una comunità giovane, perché anche la mia parrocchia di origine è giovane.

Ieri, alla comunità, su suggerimento del Vescovo, ho promesso che avremmo risposto. Invieremo presto un telegramma di risposta a Papa Francesco che ci ha pensati e raggiunti.

Un abbraccio, don Enrico